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SPETTACOLO DI FINE ANNO CON BRINDISI DI MEZZANOTTE

lunedì 31 dicembre ore 21.30

 



sabato 5 gennaio ore 21     domenica 6 gennaio ore 17

 

 


 

Namastè Teatro

presenta

 “Il Borghese gentiluomo”


dI Molière 

 

Regia di Stefano Tamburini

 

con

Michele Fabbri - Rita Serafini - Valeria Vitti – Alessandra Morgantini
 Andrea Nardi

Barbara Danzè – - Fabio Cabras - Lorenzo Bittini

 

 

Vogliamo raccontare una storia, la storia non tanto di una persona, ma di un atteggiamento. La storia di un certo modo di essere che ancora vive in tante persone che ci stanno vicino, se non addirittura in noi stessi. La storia di una aspirazione ad essere altro da quello che siamo. Di mostrare un volto che non corrisponde alla nostra faccia. Si sa che le storie, come le vite, spesso sono tortuose, complicate da eventi esterni, deviate da piccole colpe o innocenti vanità. Giordani, il protagonista da me immaginato a Firenze, non è consapevole di quello che sta facendo, vuole e vede solo un possibile miglioramento, ripone nella Nobiltà una fiducia sì ridicola, ma innocente, direi pura. Assurge così allo status di archetipo, dell’uomo sognatore, in un certo modo paragonabile a Don Chisciotte, a Sigismondo, al sognatore di Dostoevskij; se questi virano verso il dramma o la poeticità, Giordani invece si definisce meglio nel ridicolo, ma la sostanza è la stessa. Non si rende conto che la ricerca e un possibile accrescimento del proprio stato deve passare necessariamente attraverso la cultura, o meglio, accetta questa solo fin quando gli fa comodo e non è faticosa. Molière non prende posizione, ce lo mostra nella sua ingenuità che spesso sfocia in dabbenaggine. Lo rappresenta.

Per l’insieme dei personaggi e delle situazioni paradigmatiche del testo ho pensato di trasportare tutta la storia a Firenze, convinto che un Giordani si trovi sempre, che un Giordani sopravviva spesso nelle nostre aspirazioni, che uomini e non più personaggi o archetipi come lui frequentino il mondo, esattamente come ci saranno sempre sognatori o farabutti.

Stefano Tamburini

  

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